Statuto

TITOLO I – Natura e finalità dell’Associazione

Art.1  (Natura)

E’ costituita, con sede in Vigevano in Via Rocca Vecchia, numero civico 1, l’Associazione di Promozione Sociale, di cui alla legge 7 dicembre 2000, n.383, denominata “EOLO Equipe Oratori Lomellini”, di seguito detta Associazione.Essa opera nell’ambito Territoriale della Diocesi di Vigevano con autonomia statutaria organizzativa, contabile e patrimoniale, nel rispetto dei fini e degli scopi, dei principi e dei valori evangelici.L’Associazione, che ha durata illimitata e struttura democratica, svolge attività di utilità sociale, nel pieno rispetto della dignità e della libertà degli associati.

Art.2  (Finalità)

L’Associazione non ha fini di lucro e persegue finalità di solidarietà civile, culturale e sociale volte alla promozione dell’aggregazione, in particolare delle giovani generazioni, attraverso l’Oratorio ed il Circolo e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.In particolare, l’Associazione:a) favorisce la formazione dei singoli e dei gruppi mediante un progetto di educazione integrale e permanente fondato sui valori evangelici e sulla visione cristiana dell’uomo e della società;b) dà impulso al dialogo e alla collaborazione con le famiglie, con le realtà ecclesiali, con le istituzioni civili e con gli organismi sociali;c) realizza esperienze di animazione culturale e di servizio sociale tendenti a valorizzare la vita e la storia con riferimento costante al Vangelo;d) pone attenzione alle istanze delle fasce sociali più deboli, curando iniziative e attivando strutture idonee alla prevenzione e al superamento delle situazioni di disagio.Per meglio perseguire le sue finalità, l’Associazione, nello svolgimento delle sue attività, potrà instaurare ogni forma di collegamento e collaborazione con enti pubblici e/o privati, che non siano in contrasto con la natura dell’Associazione.

Art.3  (Attività istituzionali)

L’Associazione svolge ogni tipo di attività per il perseguimento e nel rispetto delle finalità di cui all’articolo precedente.A tal fine, l’Associazione:
a) organizza e gestisce strutture di vario genere (a mero titolo esemplificativo: centri polivalenti, servizi culturali, ricreativi, sportivi, turistico-sociali, teatrali, musicali, mass-mediali);
b) favorisce l’educazione al servizio dei tesserati attivando iniziative e strutture di volontariato in risposta ai bisogni dei tesserati stessi e alle istanze del territorio;
c) cura la formazione culturale extrascolastica e professionale, finalizzata alla crescita e alla qualificazione dei propri tesserati, per un loro fattivo inserimento nelle dinamiche sociali;
d) opera nel tempo libero con la promozione e la gestione di iniziative e di servizi turistici, atti a sviluppare la partecipazione dei propri tesserati per la formazione e la costruzione fisica e spirituale della persona;
e) valorizza le forme espressive, artistiche e di comunicazione proprie del teatro, della musica, del cinema e dei media attraverso l’attivazione di centri di studio, di ricerca, di produzione; favorisce anche l’incontro tra le varie esperienze mediante l’organizzazione di incontri, rassegne e manifestazioni;
f) promuove il libero associazionismo sportivo attraverso l’organizzazione di incontri, manifestazioni e attività sportive, anche non competitive, di corsi di formazione e di aggiornamento per tecnici e dirigenti, di centri di formazione motoria e sportiva; promuove iniziative e attività sportive rivolte agli emarginati e ai portatori di handicap; opera affinché lo sport sia riconosciuto come diritto sociale e vengano istituiti e incrementati i servizi pubblici relativi.
Nell’attivazione di iniziative e nella gestione di servizi di formazione, di volontariato, sportivi, culturali e ricreativi, l’Associazione opera nell’ambito della legislazione sulle singole materie, conformandosi ad essa, ed attivando le strutture previste dalla stessa. Nel perseguimento delle proprie finalità, l’Associazione può inoltre:- svolgere attività editoriali a servizio dei propri scopi istituzionali nel rispetto delle leggi vigenti in materia;- acquistare, condurre in locazione e gestire strutture, aree e impianti per l’organizzazione e la pratica sportiva, per lo svolgimento di attività teatrali e musicali, per condurre iniziative di animazione e turismo sociale, per l’effettuazione di attività di formazione ed aggiornamento;- svolgere iniziative socio-culturali ed attività di tempo libero e ricreative in proprio ed in collaborazione o convenzione con associazioni ed enti pubblici e privati;- svolgere ogni altra attività connessa e funzionale al raggiungimento degli scopi associativi, consentita alle associazioni di promozione sociale dalle disposizioni legislative vigenti;- detenere quote di società che svolgano attività strettamente connesse con i propri scopi istituzionali;
L’Associazione non può svolgere attività diverse da quelle indicate dal presente articolo se non alle stesse direttamente connesse o affini.

TITOLO II – Patrimonio dell’Associazione

Art.4 (Entità ed amministrazione del patrimonio)

Il patrimonio potrà essere costituito ed incrementato dai beni mobili ed immobili che perverranno all’Associazione a qualsiasi titolo, nonché da donazioni, eredità e legati espressamente destinati all’incremento del patrimonio medesimo. Il patrimonio deve essere amministrato osservando criteri prudenziali di rischio, in modo da conservarne il valore ed ottenere una redditività adeguata. Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’Associazione risponde la stessa col suo patrimonio ed in via sussidiaria coloro che hanno agito in nome e per conto dell’Associazione medesima.

Art.5  (Entrate dell’Associazione)

Per il perseguimento delle finalità istituzionali, l’Associazione dispone delle seguenti entrate:
a) le quote annuali di affiliazione di cui al successivo articolo 27;
b) le rendite del patrimonio;
c) gli utili, i proventi, i redditi, i rimborsi derivanti da prestazioni di servizi convenzionati ed ogni altro introito derivante dallo svolgimento delle attività istituzionali;
d) i contributi dello Stato, della Regione e di altri enti pubblici e privati, di persone fisiche;
e) le oblazioni, i legati, le eredità, le donazioni;
f) ogni altro introito che non sia espressamente destinato ad incrementare il patrimonio;
g) i proventi delle cessioni di beni e servizi ai soci, ai tesserati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento delle finalità istituzionali.In nessun caso i proventi derivanti dallo svolgimento delle attività dell’Associazione possono essere divisi fra i soci e i tesserati, neanche in forme indirette.

Art.6  (Durata dell’esercizio finanziario ed approvazione dei bilanci)

L’esercizio finanziario decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.I bilanci sono approvati dall’Assemblea Territoriale entro i termini previsti dal successivo articolo 10, 1° comma.

Art.7 (Obbligo di reinvestire l’avanzo di gestione)

Gli avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali statutariamente previste e di quelle ad esse direttamente connesse o accessorie.

TITOLO III – Organi dell’Associazione

Art.8  (Organi)

Organi dell’Associazione sono:
a) l’Assemblea Territoriale;
b) il Consiglio Territoriale;
c) il Presidente Territoriale;
d) la Presidenza Territoriale.

Capo I – L’Assemblea Territoriale

Art.9 (Composizione)

Compongono l’Assemblea Territoriale con diritto di voto:
1. il Presidente Territoriale, che la presiede;
2. i Presidenti dei Circoli, purché siano in regola con il versamento della quota annuale di affiliazione, e comunque con un minimo di 20 (venti) tesserati in regola con il versamento della quota annuale di affiliazione;
3. I singoli Tesserati, Soci dei Circoli, saranno rappresentati nell’Assemblea Territoriale da Delegati eletti in sede di Assemblea di Circolo, in proporzione di uno ogni cento tesserati o frazione superiore a cinquanta aderenti al Circolo affiliato all’Associazione Territoriale.

Hanno diritto di partecipare all’Assemblea Territoriale, con finalità consultive e diritto di voto:
1. i componenti la Presidenza Territoriale;
2. i componenti il Consiglio Territoriale;
3. il Consigliere spirituale Territoriale;
4. i Consiglieri spirituali dei Circoli.

Art.10  (Compiti)

L’Assemblea si riunisce in sede ordinaria entro il mese di ottobre di ciascun anno, per approvare il bilancio preventivo ed entro il mese di aprile di ciascun anno, per approvare il bilancio consultivo. Spetta all’Assemblea:
a) approvare il programma delle attività dell’Associazione;
b) approvare i Regolamenti proposti dal Consiglio Territoriale;
c) eleggere i membri del Consiglio Territoriale.
L’Assemblea Territoriale si riunisce in sede straordinaria:
a) per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio;
b) per modificare lo Statuto;
c) quando se ne ravvisi la necessità o ne facciano richiesta motivata almeno un decimo dei componenti l’Assemblea Territoriale.
In prima convocazione, l’Assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno la metà dei componenti, in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli intervenuti. Salvo che non sia diversamente stabilito da disposizioni legislative o dal presente Statuto, l’Assemblea delibera a maggioranza dei presenti. Per le deliberazioni di carattere straordinario, compresa la deliberazione di scioglimento e di devoluzione del patrimonio, occorrerà la presenza di tre quarti degli Associati in prima convocazione, e un quarto degli stessi in seconda convocazione con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. L’Assemblea si riunisce su convocazione scritta del Presidente, contenente l’indicazione dell’ordine del giorno, il luogo, la data e l’ora dell’adunanza. La convocazione deve avvenire, nella forma scritta, almeno quindici giorni prima della seduta o, in caso di urgenza, a mezzo di telegramma, fax, e-mail almeno cinque giorni prima della seduta. Allo scopo di rendere possibile l’avviso via telematica i soci dovranno eleggere domicilio per i rapporti con l’Associazione nel luogo e presso il numero di utenza fax o indirizzo e-mail indicato nel libro soci e nel libro dei verbali dell’Assemblea Territoriale alla prima riunione utile successiva alla rispettiva affiliazione, salva la facoltà di revoca di detta domiciliazione.

Capo II – Il Consiglio Territoriale

Art.11  (Composizione e nomina)

Il Consiglio Territoriale è composto da cinque membri eletti dall’Assemblea Territoriale fra i Tesserati che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età. I membri del Consiglio durano in carica quattro anni e possono essere confermati. Nei casi di decesso, dimissioni, permanente impedimento, decadenza di un consigliere, questi sarà tempestivamente sostituito con il primo dei non eletti, che resterà in carica fino alla scadenza naturale del consiglio. Qualora venisse meno la maggioranza dei consiglieri, l’intero Consiglio si intenderà decaduto. La funzione di Consigliere è svolta gratuitamente, salvo il rimborso delle spese sostenute, adeguatamente documentate ed autorizzate o ratificate dal Consiglio.

Art.12  (Decadenza ed obblighi dei consiglieri)

Non può essere nominato membro del Consiglio Territoriale, e se nominato decade, chi si trova nelle condizioni previste dall’art.2382 del Codice Civile. Decade dalla carica di consigliere chi, senza giustificato motivo, non intervenga per tre volte consecutive alle sedute del Consiglio. Il consigliere che ha avuto notizia della causa della sua decadenza, può richiedere al Presidente la convocazione del Consiglio, a cui spetta pronunciare la decadenza, previa contestazione scritta dei motivi all’interessato. Nel caso in cui una causa di decadenza colpisca il Presidente, la richiesta di cui al comma precedente è rivolta al Vice Presidente, che eserciterà i poteri spettanti al Presidente.

Art.13 (Compiti)

Il Consiglio elegge fra i suoi membri il Presidente ed il Vice Presidente. Al Consiglio spetta l’ordinaria e la straordinaria amministrazione, esso si riunisce ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o su richiesta di almeno 1/3 dei consiglieri. Il Consiglio, ai sensi dei successivi articoli 24 e 25, delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti, sull’affiliazione e sulla revoca della stessa dei Circoli. Spetta al Consiglio determinare l’importo delle quote annuali di affiliazione, di cui ai successivi articoli 25, 26 e 27. Il Consiglio predispone il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo, che devono essere approvati dall’Assemblea Territoriale, nonché il Programma delle attività dell’Associazione che, previa approvazione dell’Assemblea Territoriale, provvederà ad attuare. Spetta al Consiglio Territoriale predisporre i Regolamenti previsti dal presente statuto ovvero tutti gli altri Regolamenti che riterrà opportuno predisporre per il buon funzionamento dell’Associazione, e che saranno approvati dall’Assemblea Territoriale. In particolare, spetta al Consiglio Territoriale:
1. curare l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea Territoriale;
2. curare e vigilare l’andamento della vita e delle attività dell’Associazione;
3. impartire direttive ai Circoli sul tesseramento;
4. nominare, su proposta del Presidente, anche tra i non consiglieri, purché aventi gli stessi requisiti: il Segretario, il Tesoriere, i Coordinatori dei vari settori di attività.

Art.14 (Convocazione e validità delle sedute)

Il Consiglio si riunisce su convocazione scritta del Presidente, contenente l’indicazione dell’ordine del giorno, il luogo, la data e l’ora dell’adunanza. La convocazione deve avvenire, a mezzo di lettera raccomandata, almeno otto giorni prima della seduta o, in caso di urgenza, a mezzo di telegramma, e-mail o fax, almeno quarantotto ore prima della seduta. Allo scopo di rendere possibile l’avviso via telematica i componenti del Consiglio Territoriale dovranno eleggere domicilio per i rapporti con l’Associazione nel luogo e presso il numero di utenza fax o indirizzo e-mail indicato nel libro verbali del Consiglio Territoriale alla prima riunione successiva alla propria elezione, salva la facoltà di revoca di detta domiciliazione. Le sedute del Consiglio sono valide se è presente la maggioranza dei consiglieri. Non sono ammesse deleghe. Il presidente dirige i lavori del Consiglio, dei quali vengono redatti verbali, trascritti, a cura del Segretario, su apposito registro regolarmente tenuto. Salvo che non sia diversamente previsto da vigenti disposizioni di legge o dal presente Statuto, le deliberazioni del Consiglio sono adottate a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

Capo III – Il Presidente Territoriale

Art.15  (Elezione)

Il Presidente Territoriale ed il Vice Presidente Territoriale durano in carica quattro anni e possono essere confermati. Nei casi di decesso, dimissioni, decadenza, permanente impedimento del Presidente, il Consiglio, previa tempestiva sostituzione ai sensi del precedente articolo 11, 3° comma, è convocato dal Vice Presidente al fine di eleggere, nei modi indicati dal primo comma del presente articolo, un nuovo Presidente, che rimarrà in carica fino alla scadenza naturale del Consiglio.

Art.16  (Compiti)

Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio. Il Presidente sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione; cura l’osservanza del presente Statuto, promuovendone la riforma, qualora si renda necessaria. Il Presidente convoca e presiede le sedute del Consiglio e dell’Assemblea Territoriale, curando l’esecuzione delle relative deliberazioni ed adottando, nei casi d’urgenza, ogni provvedimento opportuno, che sottoporrà alla ratifica da parte del Consiglio alla prima riunione. Nei casi di decesso, dimissioni, decadenza, permanente impedimento del Presidente, ne fa le veci, fino all’elezione del nuovo Presidente, il Vice Presidente.

Art.17  (La Presidenza)

Il Presidente è coadiuvato dalla Presidenza, composta, oltre che dal Presidente medesimo, dal Vice Presidente, nonché da:
a) Segretario;
b) Tesoriere;
c) i Coordinatori delle diverse attività;
d) Consigliere Spirituale Territoriale;
La Presidenza coadiuva il Presidente:
a) nell’attuazione delle decisioni del Consiglio Territoriale;
b) nelle deliberazioni in ordine alle collaborazioni ed alle eventuali assunzioni di personale per la struttura;
c) nell’assumere, in via d’urgenza, le deliberazioni di competenza del Consiglio Territoriale, che dovranno essere sottoposte alla sua ratifica nella prima riunione successiva.
La Presidenza decade con il Presidente.

Art.18 (Il Consigliere Spirituale Territoriale)

Il Consigliere Spirituale Territoriale è scelto dall’Ordinario Diocesano fra i sacerdoti dell’Assemblea Territoriale, ogni quattro anni, e può essere riconfermato più volte nell’incarico.Il Consigliere Spirituale Territoriale partecipa all’elaborazione dei progetti formativi dell’Associazione ed alla realizzazione delle relative iniziative. Il Consigliere Spirituale Territoriale contribuisce all’azione dell’Associazione, mantenendo costante sia il riferimento al Vangelo sia il rapporto con la comunità ecclesiale, con particolare riferimento alla Pastorale Giovanile Diocesana, attraverso l’esercizio del suo servizio ministeriale.

Art.19  (Il Segretario ed il Tesoriere)

Compete al Segretario redigere e sottoscrivere i verbali delle sedute del Consiglio e della Presidenza, nonché dare esecuzione alle deliberazioni degli stessi. Il Tesoriere tiene i conti di cassa, effettua e sorveglia la riscossione delle entrate ed esegue i pagamenti su mandato del Consiglio Territoriale ovvero del Presidente.

TITOLO IV – I Soci ed i Tesserati

Capo I – Definizione

Art.20  (I Soci)

I soci con diritto di voto dell’Associazione Territoriale sono: i Circoli costituiti che ne facciano richiesta scritta. Per l’acquisizione della qualità di socio si applicano le disposizioni sull’affiliazione, sull’autonomia statutaria, sull’organizzazione e sul diniego e revoca dell’affiliazione previste dal successivo Capo II del presente Titolo.A tutti i soci sono riconosciuti identici diritti e devono ottemperare ai medesimi obblighi. E’ esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e la trasmissibilità della qualità di socio.

Art. 20 bis (Gratuità dell’attività dei soci)

L’attività resa dai soci è prevalentemente gratuita e non retribuita. Una minoranza di soci potrà intrattenere con l’associazione un rapporto di lavoro dipendete o autonomo. Il corrispettivo dato dall’associazione non dovrà comunque superare i livelli medi di mercato rispettando i limiti dell’economicità. I soci che prestano la loro attività in maniera gratuita potranno, comunque, ottenere il rimborso delle spese sostenute, nei modi e nelle forme stabilite dal regolamento e dalla disciplina fiscale.

Art.21 (I Consiglieri Spirituali dei Soci)

In analogia con quanto previsto per il Consigliere Spirituale Territoriale, partecipano alla vita associativa i Consiglieri Spirituali. Il Consigliere Spirituale del Circolo è, di regola, il Parroco o altro Presbitero da lui designato.

Art.22  (I Tesserati)

Tutte le persone fisiche che condividono le finalità dell’Associazione possono acquisire la qualità di Tesserato, presentando domanda al competente organo di un Circolo affiliato e versando la quota annuale di tesseramento, determinata, dalla Associazione Territoriale. La domanda potrà essere respinta solo in presenza di comprovato motivo. Dell’iscrizione del Tesserato, il competente organo del Circolo ne dà notizia ai competenti organi dell’Associazione Territoriale. I Tesserati possono partecipare a tutte le manifestazioni organizzate, a qualunque livello, dall’Associazione nazionale a cui l’Associazione Territoriale si è affiliata, e possono frequentare le sedi della medesima Associazione a livello Nazionale, Regionale, Territoriale e Circoli. I Tesserati in regola con il versamento della quota annuale di tesseramento hanno il diritto di voto all’Assemblea del Circolo. A tutti i Tesserati sono riconosciuti identici diritti e devono ottemperare ai medesimi obblighi. E’ esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e la trasmissibilità della qualità di Tesserato. I Tesserati, durante lo svolgimento delle attività, godono della garanzia assicurativa contro i rischi e con i massimali di copertura deliberati annualmente dal Consiglio Territoriale, attraverso polizze contratte dall’Associazione stessa.

Capo II – I Circoli

Art.23 (Natura)

Nel territorio comunale si possono costituire uno o più Circoli, con autonomia statutaria, organizzativa, contabile e patrimoniale, purché nel rispetto dei fini e degli scopi, dei principi e dei valori evangelici che informano l’Associazione. L’ambito territoriale dei Circoli coincide, di norma, con quello parrocchiale. I Circoli, oltre ad assicurare una qualificata presenza nel territorio, provvedono al Tesseramento.

Art.24 (Lo Statuto dei Circoli)

Ciascun Circolo è retto da un proprio Statuto, che ne disciplina l’organizzazione interna, nonché le modalità con cui si esplica la sua autonomia contabile e patrimoniale.In ogni caso, ai fini dell’affiliazione all’Associazione Territoriale e, conseguentemente, all’Associazione Regionale ed all’Associazione Nazionale a cui l’Associazione Territoriale si affilia, lo Statuto del Circolo deve:
a) prevedere l’elezione periodica, con metodo democratico, del Presidente, che ha la rappresentanza legale del Circolo ed è componente dell’Assemblea Territoriale;
b) contenere le disposizioni previste dalla normativa vigente per le associazioni di promozione sociale;
c) indicare le finalità perseguite dal Circolo, le quali devono essere analoghe a quelle perseguite dall’Associazione Territoriale di riferimento, indicate dal presente Statuto;
d) indicare le attività istituzionali svolte dal Circolo, scelte fra quelle svolte dall’Associazione Nazionale, indicate dallo Statuto;
e) disciplinare le modalità del Tesseramento, secondo le disposizioni degli Statuti e delle direttive dei Consigli Nazionale e Regionale dell’Associazione a cui l’Associazione Territoriale si affilia;
f) prevedere l’affiliazione ad una Associazione Territoriale, con la conseguente affiliazione alle rispettive Associazioni Regionale e Nazionale.

Art.25 (Affiliazione del Circolo)

Ciascun Circolo richiede, con domanda sottoscritta dal suo Presidente, l’affiliazione al competente organo dell’Associazione Territoriale di riferimento, che delibera sulla stessa a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Alla domanda di affiliazione sono allegati l’Atto Costitutivo e lo Statuto del Circolo. Il competente organo dell’Associazione Territoriale trasmette le eventuali osservazioni e proposte di modifica al Presidente del Circolo, che le sottoporrà senza indugio all’Assemblea del Circolo. La deliberazione dell’Assemblea del Circolo è comunicata tempestivamente dal Presidente del Circolo al competente organo dell’Associazione Territoriale. Nel caso in cui venga accolta la domanda di affiliazione all’Associazione Territoriale, il Circolo può aggiungere alla propria la denominazione dell’Associazione nazionale, per ogni comunicazione e manifestazione del Circolo. Il Circolo affiliato dovrà versare ogni anno all’Associazione Territoriale la “quota annuale di affiliazione”, secondo le modalità indicate nel successivo articolo 27. Il Presidente dell’Associazione Territoriale provvede a comunicare tempestivamente l’affiliazione del Circolo al Consiglio Nazionale ed al competente organo dell’Associazione Regionale a cui è affiliata. L’affiliazione all’Associazione Territoriale comporta l’automatica affiliazione all’Associazione Regionale ed all’Associazione Nazionale.

Art.26 (Diniego e revoca dell’affiliazione)

Il competente organo dell’Associazione Territoriale non accoglie la domanda di affiliazione presentata dal Circolo quando:
a) lo Statuto del Circolo è in palese contrasto con il presente Statuto;
b) il Circolo svolge attività che siano in contrasto con le finalità dell’Associazione Territoriale o con le indicazioni pastorali della Diocesi di Vigevano;L’Assemblea dell’Associazione Territoriale revoca l’affiliazione quando:
c) il Circolo non ha versato la quota annuale di affiliazione e le quote di tesseramento;
d) le eventuali modifiche allo Statuto del Circolo sono in contrasto con il presente Statuto;
e) il Circolo svolge attività in contrasto con le finalità dell’Associazione Territoriale o con le indicazioni pastorali della Diocesi di Vigevano.
La revoca dell’affiliazione comporta la perdita del diritto di utilizzare la denominazione dell’Associazione Nazionale a cui si era affiliati.

Art.27 (Quota annuale di affiliazione)

Ciascun Circolo dovrà versare ogni anno alla relativa Associazione Territoriale la “quota annuale di affiliazione”, il cui importo è determinato, in proporzione al numero dei Tesserati, dal competente organo dell’Associazione Territoriale, tenuto conto delle direttive del Consiglio Regionale dell’Associazione Nazionale cui ci si intende affiliare. L’Associazione Territoriale, ricevute le suddette quote annuali di affiliazione, versa all’Associazione Regionale la quota stabilita dal Consiglio Regionale trattenendo la restante parte per le esigenze di funzionamento dell’Associazione Territoriale.

TITOLO V – Scioglimento dell’Associazione

Art.28 (Scioglimento)

Lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, proposto dal Consiglio Territoriale, sono deliberati dall’Assemblea Territoriale, con le modalità previste dall’articolo 10 del presente statuto. L’assemblea che delibera lo scioglimento nomina il liquidatore. Salvo che le disposizioni legislative non dispongano diversamente, i beni dell’Associazione Territoriale devono essere devoluti ad associazioni o enti aventi finalità di utilità sociale. In ogni caso, i beni dell’Associazione Territoriale non possono essere devoluti ai Soci, ai Tesserati, agli amministratori e dipendenti della stessa.

TITOLO VI – Disposizioni finali

Art.29 (Modifica dello Statuto)

Il presente Statuto è modificato, su proposta del Consiglio Territoriale, dall’Assemblea Territoriale, con le modalità previste dall’articolo 10 del presente statuto.

Art.30 (Rinvio a disposizioni vigenti)

Per tutto quanto non contemplato nel presente Statuto, si applicano, in quanto possibile, le disposizioni legislative vigenti.

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